Una Rosa nel cuore

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Un intenso periodo della storia politica e sociale italiana, dal 1968 al 1979, raccontato attraverso i ricordi, le letture, le lotte e le sconfitte di un giovane “apprendista” rivoluzionario, nato nel 1955.

Un’autobiografia graffiante, autocritica ed esplicitamente “appesantita” da citazioni e dai ricorrenti richiami al pensiero originale di Rosa Luxemburg  con il tentativo, soprattutto da parte dei fondatori de “il manifesto”, di renderlo attuale ad inizio degli anni Settanta.

Sono gli anni dei  consigli di fabbrica e della democrazia operaia, dei comitati di quartiere e del referendum sul divorzio, della militanza nei gruppi della nuova sinistra e della crescita del movimento femminista.

Gli anni trascorsi a Sociologia e le ricerche “sul campo”, il movimento del Settantasette ed i “non garantiti”,  la sfida della cooperativa Courage, segnano la faticosa strada in salita, da percorrere tutta, fino all’epilogo quasi obbligato, anticipato da numerosi indizi nel corso del racconto.

La scelta finale, all’apparenza una resa, risulterà l’unico modo per restare dalla parte degli sfruttati.

Autore: Giovanni Paonessa

Una Rosa nel cuore

1 recensione per Una Rosa nel cuore

  1. Catena Carmela

    Ho appena terminato di leggere “Una rosa nel cuore” di Giovanni Paonessa, libro che mi é stato regalato e che, inizialmente, mi ha attratto per la curiosità che avevo nel capire cosa fosse questa “rosa” e se, per caso, nella trama del racconto ci fosse spazio per una avventura “amorosa”.
    Trattasi invece di uno spaccato storico-social-politico del periodo compreso tra il 1968 e il 1979, anni in cui io ero appena nata e che mi hanno vista frequentare la scuola media di primo grado. Leggendolo, ho altresì scoperto che la rosa in realtà è una Rosa o meglio è Rosa Luxemberg, filosofa polacca e rivoluzionaria che ho imparato a conoscere proprio attraverso le numerose citazioni del suo pensiero riportate dall’ autore che -a mio parere – nutre nei suoi confronti una sorta di “amore intellettuale”, così come i fondatori de “Il Manifesto” che tanto a costei si sono ispirati.
    È stato per me interessante scoprire, di volta in volta, aspetti del decennio sopra citato che, da adolescente presa da altro, non conoscevo e che oggi mi permettono di poter meglio comprendere l’ evoluzione politico-sociale di quegli anni e le ripercussioni che hanno e non hanno prodotto ai giorni nostri.
    Forse avrei desiderato una conclusione diversa del Paonessa per questa sua autobiografia, per quanto io l’ abbia condivisa pienamente.
    Assolutamente un racconto che val la pena leggere.

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